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biodiverCITY

2021| Alba
Concorso di idee “Valorizzazione e riqualificazione urbana del muro di confine dei Licei “Cocito” E “Gallizio” di Alba

Il verde urbano come metro di convivenza

Il progetto di riqualificazione di un muro pone senza dubbio davanti alla criticità di un foglio bianco, dramma di ogni fase iniziale di un processo creativo.
Un muro, nel suo significato intrinseco di divisione, non è portatore di valori sociali che possano caricarsi di valenze positive; vi si collega l’idea di separazione, di difesa, di diffidenza, di cesura.
La vita sociale cittadina, urbana, pone invece, i propri presupposti sulla forza della comunità e sulla condivisione di quegli aspetti che facilitano la vita individuale; l’insieme degli individui, che si raggruppano in una forma strutturata e controllata, tende a rafforzare quegli aspetti dell’urbanizzazione che facilitano la sussistenza.
Il fulcro della città moderna risiede infatti nella possibilità di instaurare relazioni.

E’ quindi chiaro come il portato semantico di un “muro” tenda a contrastare le basi della convivenza sociale e civile urbana.
Si è tentato di capovolgere questo aspetto, ribaltando completamente la chiave originaria di lettura di una componente, oggi meramente funzionale, che aspira a diventare un ambito paesaggistico.
Non servono molte parole o descrizioni, l’idea è netta.
La forza della città non risiede nella compartimentazione o nella divisione, ma nella agevolazione dei rapporti e delle occasioni di incontro. La città dovrebbe essere composta da luoghi dove accade qualcosa di positivo, ci spingiamo a dire che poco ci importa la definizione aprioristica del “cosa”.
Luoghi attrattivi, di forte carattere e capacità ispirativa.
Questo per noi è la linfa vitale di ogni complesso urbano e rappresenta un qualcosa di molto vicino al concetto di biodiversità.
La biodiver-città (biodiver-city, appunto) è il luogo un cui le differenze si incontrano e generano sviluppo.

La metafora è servita e anche la visualizzazione del progetto: un muro che favorisca la biodiversità reale, un luogo in cui non si veda l’automobile come metro della convivenza, ma il verde e la natura.
Un gesto estremo che ne richiama altri futuri, senza compromessi.
Un muro di essenze arbustive e floreali che inneschi una presenza naturale di una vita minuta, che da sempre accompagna l’esistenza dell’uomo, ma che negli ultimi anni sta scomparendo dal contesto urbano.
Un’idea di sviluppo che parte dal rifiuto di un muro, del quale si invoca senza mezzi termini la distruzione (titolo del bando generatore di questa occasione di ragionamento) e che punta ad una nuova proposta per il futuro prossimo della città di Alba.
Il metro geometrico è l’esagonosimbolo della chimica e della potenza atomica, che diventa il richiamo all’alveare, un modello di una vita organizzata e indirizzata allo sviluppo.
Un grande corridoio verde, fresco ed invitante, laterale al passeggio e alla pista-ciclabile, che vuole contrastare un nodo veicolare che con prepotenza oggi fagocita tutto un pezzo di città.
Un inizio che vuole essere l’idea concreta di un rammendo, di quella ricucitura urbana che dovrà essere alla base delle future “città resilienti”.

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